Le Basi del Fondo e l’Inquadramento Generale
1. Che cos’è il FMOF e come si compone? Il Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa (FMOF) è un fondo previsto dall’art. 78 del CCNL 2019/2021 che unisce risorse di tipo contrattuale e derivanti da norme di legge. È destinato a retribuire le prestazioni aggiuntive del personale docente, educativo e ATA definite nella contrattazione d’istituto. Una quota consistente di queste risorse viene alimentata trattenendo annualmente una parte dello stipendio di ciascun docente e ATA (tra i 700 e gli 800 euro).
2. Quali sono le principali finalità delle risorse del FMOF?
Le risorse vengono ripartite tra i vari istituti contrattuali, tra cui:
- Il Fondo d’Istituto (FIS) e la formazione.
- Le attività complementari di educazione fisica.
- Le funzioni strumentali e gli incarichi specifici per il personale ATA.
- I compensi per le ore eccedenti destinate alla sostituzione dei colleghi assenti.
- Misure di valorizzazione del personale, continuità didattica, aree a rischio, Agenda Sud e indennità di disagio.
3. Qual è la posizione della FGU / Gilda degli Insegnanti riguardo alla gestione del FMOF? La FGU ribadisce che le risorse del FMOF appartengono al personale scolastico e non al Dirigente Scolastico. Da sempre l’organizzazione sindacale chiede che queste somme siano inserite direttamente negli stipendi fissi di tutto il personale (circa 700-800 euro in più all’anno), evitando logiche di “fondo di produttività” che mal si adattano all’insegnamento, e rivendicando la necessità di una contrattazione separata per l’area docente.
4. Qual è la critica mossa dalla FGU nei confronti dell’impatto dell’autonomia scolastica? Secondo l’analisi presentata, l’autonomia scolastica e la conseguente aziendalizzazione della scuola hanno subordinato la didattica a logiche di mercato e a una burocrazia asfissiante, trasformando l’insegnante in un “compilatore di carte”. In questo scenario, le risorse del FMOF vengono spesso impiegate in gran parte per retribuire attività organizzative e gestionali anziché valorizzare la specificità della trasmissione del sapere.
Analisi degli Articoli del CCNI FMOF 2026/2027
5. Cosa prevede l’articolo 1 del CCNI FMOF 2026/2027 in merito alla ripartizione della somma complessiva? L’articolo 1 ripartisce la somma complessiva di 847.360.000,00 euro (lordo Stato) tra i diversi istituti contrattuali. La voce principale è il Fondo d’Istituzione Scolastica (FIS) e formazione con 559.500.000,00 euro, seguita da valorizzazione del personale scolastico (130.761.201,00 euro), funzioni strumentali (45.240.000,00 euro), incarichi specifici (34.620.000,00 euro), ore eccedenti per sostituzioni (30.027.199,00 euro) e altre voci specifiche per educazione fisica, aree a rischio, Agenda Sud e continuità didattica.
6. Come vengono assegnate le risorse del FIS alle singole scuole? Le risorse del FIS vengono distribuite alle istituzioni scolastiche sulla base di parametri specifici, tra cui i punti di erogazione del servizio (i plessi) e i posti dell’organico dell’autonomia (inclusi personale educativo, docenti di sostegno e personale ATA).
7. A cosa serve l’articolo 88, comma 2, lettera a) del CCNL 2006/2009 richiamato nella gestione del FIS? Questa previsione riconosce e retribuisce a carico del FIS il particolare impegno professionale “in aula” del personale docente ed educativo legato alle innovazioni, alla ricerca didattica e alla flessibilità organizzativa e oraria all’interno delle scuole che attivano tali percorsi, stabilendo un compenso forfettario tramite la contrattazione d’istituto.
8. Come vengono definite la ripartizione del FIS e l’attribuzione dei compensi accessori a livello di singola scuola? I criteri per ripartire le risorse del Fondo d’istituto e attribuire i compensi accessori al personale docente, educativo e ATA sono definiti dalla Contrattazione Integrativa a livello di istituzione scolastica. Questa deve tenere conto delle consistenze organiche delle aree presenti nell’unità scolastica e delle diverse tipologie di attività (es. corsi serali, educazione degli adulti, scuole ospedaliere o carcerarie).
9. Cosa prevedono gli articoli dedicati ad attività di educazione fisica, funzioni strumentali e incarichi specifici?
- Attività di educazione fisica (Art. 3): Prevedono uno stanziamento di 17.150.000,00 euro.
- Funzioni Strumentali (Art. 4): Dispongono di 45.240.000,00 euro per retribuire il supporto all’offerta formativa e all’organizzazione scolastica stabilito dal collegio dei docenti.
- Incarichi Specifici (Art. 5): Con 34.620.000,00 euro, remunerano particolari compiti di responsabilità e supporto svolti dal personale ATA.
10. A cosa servono i compensi per le ore eccedenti e le misure per la continuità didattica?
- Ore eccedenti (Art. 6): Con un importo di 30.027.199,00 euro, servono a retribuire i docenti per le ore prestate in più rispetto all’orario d’obbligo per la sostituzione dei colleghi assenti.
- Continuità didattica e zone disagiate (Art. 7): Destinano risorse mirate (tra cui 20 milioni per aree a rischio e 3 milioni per le piccole isole) per favorire la stabilità del corpo docente e contrastare dispersione e povertà socio-educativa.
11. Cosa regola l’articolo 8 del CCNI riguardo al personale ATA? L’articolo 8 disciplina l’indennità di disagio riservata agli assistenti tecnici del primo ciclo, finanziata con un importo complessivo di 1.061.600,00 euro.
Procedure, Iter Contrattuale e Strumenti di Calcolo
12. Qual è l’iter che porta dalla sottoscrizione del CCNI alla contrattazione d’istituto? Il processo inizia a livello nazionale con la firma del CCNI (avvenuta il 22 settembre 2026 al MIM). Successivamente, i fondi e le disposizioni vengono assegnati alle singole scuole, dove si apre la contrattazione integrativa d’istituto con le RSU per stabilire nel dettaglio l’impiego delle risorse.
13. A cosa serve il “Lenzuolone” allegato al contratto? Il “Lenzuolone” è il prospetto analitico dettagliato (suddiviso per codici meccanografici e istituti scolastici) che mostra il calcolo numerico e finanziario delle risorse spettanti a ciascuna scuola in base ai parametri previsti, offrendo la base numerica di partenza per la contrattazione locale tra RSU e dirigente.
14. Che cos’è il “Lordo Stato” e come si differenzia dal “Lordo Dipendente”?
- Lordo Stato: È il costo totale sostenuto dall’amministrazione pubblica (la scuola). Comprende il lordo dipendente più gli oneri a carico dello Stato, ossia IRAP (8,5%) e contributi previdenziali del datore di lavoro (circa 24,20%). Corrisponde all’incirca a 100 euro di lordo Stato per 70 euro di lordo dipendente.
- Lordo Dipendente: È la somma del compenso netto più i contributi previdenziali a carico del lavoratore (circa l’8,80% per l’INPS/ex-INPDAP). Applicando da qui le ritenute fiscali (IRPEF), si ottiene lo stipendio netto effettivo in busta paga.
15. Quali verifiche consentono di effettuare i fogli di calcolo per i compensi accessori?
I fogli di calcolo illustrati in appendice consentono di gestire la conversione delle cifre attraverso due modalità:
- Da Lordo Stato a Netto: Partendo dalla spesa totale della scuola, scorpora i contributi dell’amministrazione per trovare il lordo dipendente e infine il netto.
- Da Lordo Dipendente a Netto: Inserendo direttamente il lordo spettante al dipendente e l’aliquota IRPEF, calcola la cifra netta che sarà accreditata sul cedolino (NoiPA).
16. Quali differenze di calcolo esistono in base alla tipologia di contratto del personale? Gli strumenti di calcolo distinguono le posizioni relative al personale a Tempo Indeterminato (T.I.), a Tempo Determinato (T.D.) (inclusi i contratti fino al 30 giugno o 31 agosto) e ai supplenti brevi (S.T.), applicando i regimi fiscali e previdenziali specifici per ciascuna categoria