Maturità a basso costo: la protesta della Gilda. “Compensi fermi al 2007, è indecoroso”

Mentre si avvicina l’esame di Stato, esplode la polemica sul trattamento economico riservato ai docenti impegnati nelle commissioni. La Gilda degli Insegnanti lancia l’allarme: “Fondi tagliati del 20% e tabelle ferme da quasi vent’anni. È un insulto alla professionalità dei docenti”.

L’esame di Maturità 2024 (e le proiezioni per i prossimi anni) rischia di passare alla storia non solo per il ritorno alla normalità post-pandemia, ma per l’evidente sotto-pagamento del personale scolastico. A sollevare il caso è la Gilda degli Insegnanti, che per voce del coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana, denuncia una situazione definita “sconcertante e indecorosa”.

Compensi fermi al 2007: i numeri della discordia

Il dato che più colpisce è l’immobilismo economico: i compensi per i commissari d’esame sono gli stessi stabiliti nel 2007. In quasi vent’anni, nonostante un’inflazione galoppante e l’aumento vertiginoso del costo della vita, le cifre non sono mai state adeguate.

Oggi, un presidente di commissione percepisce un compenso aggiuntivo di circa 1.300 euro, mentre per i membri esterni la cifra scende sotto i mille euro. Ancora più critica la situazione dei commissari interni, che percepiscono circa 400 euro per ogni classe esaminata. “Si tratta di un mese di lavoro extra che non garantisce nemmeno la quota di uno stipendio in più”, lamentano i sindacati.

Tagli del 20% e commissioni ridotte

Come riportato da Il Fatto Quotidiano, il Ministero dell’Istruzione ha operato una revisione al ribasso del budget destinato agli esami. La quota per i compensi in Legge di Bilancio è passata da 137 a 110 milioni di euro, un taglio netto del 20%.

Questa spending review si è tradotta in una riduzione del numero di commissari: si è passati da 6 a 4 membri per classe (due interni e due esterni, oltre al presidente). Meno personale, dunque, ma con carichi di responsabilità che aumentano, specialmente per quanto riguarda la valutazione del “grado di maturazione” degli studenti, parametro introdotto con le nuove griglie ministeriali che assegna fino a 5 punti per l’autonomia e la responsabilità dimostrata dal candidato.

La richiesta: “Raddoppiare le tabelle”

La Gilda degli Insegnanti chiede un intervento immediato: le tabelle dei compensi vanno raddoppiate. La difficoltà nel reperire docenti disposti a fare i commissari è un segnale d’allarme che il Ministero non può più ignorare.

“È umiliante riscontrare come, ancora una volta, venga sminuito il ruolo e la professionalità degli insegnanti”, sottolinea Castellana. Molti docenti, infatti, preferiscono rinunciare all’incarico (quando possibile) o vivono l’impegno come un “sacrificio” economico piuttosto che come un riconoscimento del proprio lavoro.

Verso una mobilitazione?

La critica non riguarda solo il denaro, ma la dignità stessa della funzione docente. In un sistema che chiede standard elevati e valutazioni sempre più complesse, la risposta dello Stato appare inadeguata. Se non arriverà un segnale di apertura dal Ministero per un aggiornamento dei compensi legati agli esami di Stato, la protesta dei docenti potrebbe inasprirsi, mettendo a rischio la serenità dello svolgimento degli esami futuri.

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