
Non possiamo che esprimere delusione circa l’impianto delle recenti manovre finanziarie. Le Leggi di Bilancio 2025 e 2026, lungi dal rilanciare il sistema, si configura come un chiaro attacco agli organici e una conferma dell’insufficienza cronica delle risorse destinate al personale scolastico.
Taglia che ti ritaglia: Gli organici in Deficit Cronico
La misura che più di tutte sacrifica la qualità della didattica è la spietata politica di risparmio sul personale, mascherata da efficientamento.
I Tagli: Docenti e ATA
Nonostante le promesse, la scuola paga il conto con riduzioni di posti inaccettabili:
- Docenti (2025/2026): Prevista una riduzione di 5.660 posti nell’organico dell’autonomia. Un taglio che si ripercuoterà sulla qualità dell’insegnamento e sull’aumento delle classi pollaio.
- Personale ATA (2026/2027): La riduzione di circa 2.174 unità per il personale ATA, sebbene rinviata, è la conferma che si vuole risparmiare sulla sicurezza e sul supporto amministrativo delle scuole. Inoltre, la definizione dell’organico diventerà annuale, precarizzando ulteriormente la pianificazione.
L’Obbligo di Sostituzione: Un Nuovo Carico di Lavoro
L’introduzione dell’obbligo di utilizzare il personale dell’organico dell’autonomia per coprire le assenze nelle scuole secondarie, mira unicamente a fare cassa tagliando le supplenze brevi. L’istituzione di un monitoraggio delle assenze, con la possibilità di destinare solo un misero 10% dei “risparmi” al MOF, è la prova che si intende sfruttare il personale di ruolo per tappare le falle, aggravando il carico di lavoro senza un giusto compenso.
Stipendi: Caramelle al posto di aumenti veri
Nonostante le grandi proclami sulla detassazione, le misure economiche non affrontano l’urgenza di riallineare gli stipendi della scuola.
La Critica alla Detassazione
- Detassazione Accessoria (2026): La riduzione dell’imposta al 15% sui compensi accessori fino a 800€ è un contentino. La Gilda ribadisce che i fondi del salario accessorio devono confluire nello stipendio tabellare. Solo così si garantisce un aumento reale, duraturo e pensionabile, ponendo fine alla conflittualità che regna nelle contrattazioni d’istituto.
- Taglio IRPEF (2026): La riduzione al 33% dell’aliquota intermedia è una misura orizzontale, ma insufficiente a colmare il divario salariale storico che vede docenti e ATA guadagnare molto meno di altre categorie statali.
Il Precariato Continua
- Carta Docente: L’estensione della Carta (500€) ai supplenti annuali è un diritto riconosciuto finalmente per legge, ma non è una soluzione. Il sistema continua ad appoggiarsi a decine di migliaia di precari. I piani di assunzione restano insufficienti, soprattutto per il sostegno, dove i posti non vengono stabilizzati in ruolo. A oggi in tutti i casi l’ attivazione della Carta Docenti non è ancora avvenuta né per docenti in ruolo né per i precari
Previdenza e Famiglia: Tempi Lunghi e Riforme Incomplete
Se alcuni provvedimenti per la famiglia sono positivi, il personale scolastico continua a subire lentezze burocratiche sulla pensione.
- TFS/TFR: La riduzione dei tempi di liquidazione a 9 mesi (dal 2027) è un passo in avanti, ma è inaccettabile che i lavoratori, dopo anni di servizio, debbano ancora attendere per ricevere quanto dovuto.
- Sostegno alla Famiglia: Le misure come il potenziamento del bonus madri, l’estensione del congedo parentale retribuito fino a 14 anni e l’aumento dei giorni di malattia figli a 10 giorni (3-14 anni) sono un elemento di civiltà, ma non possono distogliere l’attenzione dalle carenze strutturali della scuola.
Le Riforme Didattiche
Anche le riforme, come il cambio di nome dell’Esame di Stato in Esame di Maturità e la riduzione delle commissioni, sembrano mosse più da logiche di facciata e di risparmio che da un reale piano di investimento.
La Gilda degli Insegnanti non ci sta!
La scuola non è un costo, ma l’investimento più importante per il futuro del Paese. Chiediamo al Governo:
- STOP Immediato ai tagli di organico.
- Risorse Adeguate e Strutturali per il rinnovo contrattuale.
- Stabilizzazione Totale del personale precario su tutti i posti vacanti.
La Gilda continuerà la sua battaglia contro una politica che penalizza chi forma la prossima generazione!