Valeria Serraino

Nella suggestiva cornice del Centro Culturale “Antimo di Geronimo”, si è tenuto un incontro che ha saputo coniugare l’alto rigore filosofico con una stringente attualità sociale. Il Professor Carosotti, in un serrato e brillante dialogo con l’avvocato Michele Borello, ha presentato il suo saggio Persuasione e incantamento, trasformando la serata in una riflessione collettiva sulla “salute” del nostro linguaggio e delle nostre democrazie.
L’avvocato Borello ha aperto il dibattito ponendo l’accento sulla responsabilità di chi parla. Carosotti ha risposto tracciando una linea netta tra due modi opposti di usare la parola. Da un lato la Persuasione, figlia della retorica greca classica, che intende il dialogo come un terreno comune in cui le persone, rispettandosi, cercano insieme una verità condivisibile. Dall’altro l’Incantamento, inteso come l’uso magico e manipolatorio del linguaggio (tipico della pubblicità e della propaganda politica moderna) che mira a bypassare il senso critico per colpire direttamente l’emotività e gli istinti.
Il momento più denso della serata è stato il focus dedicato al ruolo della scuola. Il Professor Carosotti ha lanciato un vero e proprio appello alla classe docente, delineando i pilastri di una nuova resistenza pedagogica:
L’Eros Didattico: Un docente non deve solo “spiegare”, ma deve essere il primo a essere “persuaso” dalla bellezza della conoscenza. Il messaggio per i professori è chiaro: non si può accendere un fuoco nel cuore degli studenti se la propria passione è spenta. L’autorevolezza nasce dalla coerenza tra ciò che si dice e ciò che si è.
Contro la “Tecnica” che ammutolisce: È stata espressa una critica severa verso una scuola che si sta riducendo a pura burocrazia e gestione di dispositivi digitali. Il compito del docente oggi è quello di “dis-incantare” gli studenti, sottraendoli all’ipnosi degli schermi per riportarli alla fatica — e alla gioia — del pensiero argomentato.
La Classe come Polis: La lezione deve tornare a essere uno spazio politico nel senso più alto: un luogo dove si impara a dissentire con garbo, a sostenere un’idea con le prove e a cambiare opinione davanti a un argomento migliore. Carosotti ha esortato i docenti a non temere il silenzio e la riflessione profonda, antidoti necessari alla velocità superficiale dell’epoca contemporanea.
In conclusione, l’incontro ha evidenziato come il recupero della “giusta parola” sia l’unica via per ricostruire un tessuto sociale lacerato. La persuasione, ha ricordato Carosotti, è un atto di libertà: presuppone che l’altro sia un soggetto libero di scegliere, non un oggetto da manipolare.
La serata si è chiusa tra gli applausi di un pubblico attento e partecipe, consapevole di aver assistito a una lezione di civiltà prima ancora che alla presentazione di un libro.
Per chi volesse immergersi completamente nell’atmosfera dell’incontro e ascoltare i passaggi integrali dell’analisi del Professor Carosotti, informiamo che in allegato è possibile rivedere il video della serata.