Emergenza Violenza a Scuola: Maestra presa a pugni a Piacenza. La Gilda di Milano esprime solidarietà alla collega: “Basta impunità”

I racconti che arrivano da una scuola primaria di Piacenza non lasciano spazio a interpretazioni: la scuola italiana sta attraversando una crisi di civiltà senza precedenti. Una docente è stata brutalmente aggredita dal padre di un’alunna, finendo in ospedale dopo essere stata strattonata e colpita con dei pugni. Un episodio di violenza cieca che ha avuto luogo proprio davanti agli occhi della figlia dell’aggressore.

La dinamica: violenza per un modulo

Secondo quanto ricostruito nel servizio del TGR Emilia Romagna, l’aggressione è scattata per un motivo banale quanto assurdo: l’uomo voleva ritirare la figlia da scuola prima del termine delle lezioni. Alla semplice richiesta della maestra di compilare il modulo previsto dalla normativa, il genitore ha reagito con una furia spropositata, trasformando l’atrio della scuola in un ring.

Il grido d’allarme di Salvatore Pizzo

Sulla vicenda è intervenuto Salvatore Pizzo, Coordinatore della Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza, che nel video del TGR lancia un appello accorato alla politica nazionale e locale. Pizzo ha denunciato l’insufficienza delle tutele attuali per il personale docente:

“Facciamo appello alla politica affinché intervenga per dare assistenza e tutela ai docenti colpiti da questi atti violenti” ha dichiarato Pizzo, sottolineando come il sindacato stia valutando la possibilità di costituirsi parte civile nel processo. Il coordinatore ha inoltre espresso la speranza che la magistratura applichi “pene esemplari e misure cautelari” per scoraggiare simili comportamenti, sempre più frequenti anche nelle scuole di secondo grado, dove alle aggressioni dei genitori si sommano quelle degli studenti.

La Gilda di Milano si unisce alla battaglia dei colleghi emiliani, esprimendo la massima solidarietà alla docente colpita, e rilancia le riflessioni del sindacato sulla deriva autoritaria delle famiglie:

“Siamo di fronte a quello che molti colleghi, come anche i nostri vertici nazionali, definiscono ormai un vero e proprio Far West scolastico. Se una procedura burocratica a tutela del minore, come la firma di un modulo, diventa il pretesto per un pestaggio, significa che il riconoscimento dell’autorità del docente è nullo. Come Gilda di Milano, non possiamo accettare che l’amministrazione rimanga passiva di fronte a questa sequela di episodi. Non è possibile subire senza una tutela reale e una vicinanza concreta da parte delle istituzioni.”

Rileviamo che la situazione milanese non è dissimile da quella denunciata dal collega Pizzo: “Il senso di solitudine che provano i docenti è lo stesso in tutta Italia. Dobbiamo pretendere che la legge protegga chi educa, riportando il rispetto e la sicurezza al centro del sistema scolastico”.

La Gilda degli Insegnanti di Milano è sempre pronta a fornire supporto a tutti i docenti che, quotidianamente, si trovano a fronteggiare situazioni di rischio, attraverso supporto legale garantito per restituire dignità sociale alla professione docente.

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