
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) italiano prosegue il suo cammino verso il potenziamento della scuola con l’annuncio del Concorso Docenti PNRR 3, la terza e ultima tornata concorsuale straordinaria volta a coprire le cattedre vacanti in tutti gli ordini e gradi di istruzione. Con un focus sulla modernizzazione della selezione, questa procedura mira a reclutare un elevato numero di insegnanti qualificati per l’immissione in ruolo.
I Numeri e il Cronoprogramma
Il concorso è uno snodo cruciale per l’obiettivo PNRR di stabilizzare il corpo docente.
- Posti in palio: Si prevedono circa 58.000 posti, che includono sia cattedre comuni sia posti di sostegno.
- Tempistiche: Il cronoprogramma è serrato, finalizzato a garantire le assunzioni entro l’anno scolastico 2026/2027.
- Pubblicazione del Bando: È attesa tra Ottobre e Dicembre 2025.
- Prove Scritte: Previste tra Dicembre 2025 e inizio 2026.
- Assunzioni in Ruolo: L’obiettivo è concludere le procedure in tempo per le immissioni a Settembre 2026.
Requisiti di Accesso: Chi Può Partecipare
I requisiti di partecipazione variano sensibilmente in base al grado di scuola e alla tipologia di posto.
Scuola Secondaria (Posti Comuni)
L’accesso è consentito a coloro che possiedono:
- Abilitazione specifica per la classe di concorso.
- OPPURE: Laurea (Magistrale/a Ciclo Unico) coerente con la classe di concorso + tre anni di servizio prestato nelle scuole statali negli ultimi cinque anni, di cui almeno uno specifico nella classe di concorso per cui si concorre.
Infanzia e Primaria
È richiesta la Laurea in Scienze della Formazione Primaria (titolo abilitante) o il Diploma Magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002.
Insegnanti Tecnico-Pratici (ITP)
Fino al 31 dicembre 2025, è sufficiente il Diploma Tecnico-Professionale (Tabella B). Successivamente, dal 2026, sarà obbligatoria la Laurea Triennale.
Posti di Sostegno
È indispensabile il Titolo di Specializzazione su Sostegno (TFA Sostegno) per il grado specifico. Sono ammessi anche coloro che, pur non specializzati, abbiano maturato almeno tre anni di servizio su sostegno nel relativo grado.
È prevista la partecipazione con riserva per i candidati che sono iscritti a percorsi di abilitazione (es. 60 CFU) o al TFA Sostegno e conseguiranno il titolo entro la data indicata nel bando (probabilmente 31 gennaio 2026).
La Struttura delle Prove
La selezione si articola in una prova scritta, una prova orale e la valutazione dei titoli.
1. La Prova Scritta: Competenze Trasversali
La prova scritta sarà di tipo computer-based e consisterà in 50 quesiti a risposta multipla da completare in 100 minuti. L’obiettivo è valutare, oltre alle competenze disciplinari (presenti nelle sezioni metodologiche), le abilità trasversali essenziali per l’insegnamento:
- Pedagogia e Psicopedagogia: 25 quesiti focalizzati sull’inclusione e i bisogni educativi speciali.
- Metodologie Didattiche: 15 quesiti su metodologie e strumenti (inclusa la valutazione).
- Lingua Inglese: 5 quesiti di livello B2.
- Competenze Digitali: 5 quesiti sull’uso delle tecnologie per la didattica.
Per superare lo scritto è necessario ottenere un punteggio di almeno 70/100. Solo un numero di candidati pari al triplo dei posti banditi accederà alla fase successiva.
2. La Prova Orale e la Lezione Simulato
La prova orale valuta la preparazione disciplinare, la capacità di progettazione didattica efficace e l’uso delle tecnologie. Il fulcro è la lezione simulata su un argomento estratto 24 ore prima, seguita da un colloquio sulle relative metodologie didattiche.
- Durata: La durata varia (es. 30 minuti per infanzia/primaria, 45 per secondaria).
- Superamento: Punteggio minimo di 70/100.
Per alcune classi di concorso è prevista una Prova Pratica, il cui punteggio farà media con quello della prova orale.
3. Valutazione dei Titoli
Successivamente alle prove, la commissione procederà alla valutazione dei titoli accademici, scientifici e di servizio, che concorreranno alla formazione della graduatoria finale di merito.
Qual è la nostra opinione?
La Gilda degli Insegnanti ( Federazione Gilda-Unams) ha espresso una posizione critica riguardo ai concorsi PNRR in generale, e il PNRR 3 non fa eccezione, infatti appare “solito concorso fotocopia dei precedenti” che non risolve il problema strutturale del precariato nella scuola. Vediamo perchè.
1. Inadeguatezza Rispetto al Precariato
Il meccanismo concorsuale basato su prove selettive non sia lo strumento più efficace per stabilizzare i docenti che hanno già anni di esperienza e servizio (i cosiddetti “precari storici”).
- Stessi partecipanti: Il sindacato evidenzia come a queste procedure partecipino spesso gli stessi docenti che hanno già superato (o non vinto per pochi punti) i concorsi precedenti (PNRR 1 e PNRR 2), creando un circolo vizioso di incertezza.
- Priorità al Servizio: La Gilda e altre sigle sindacali chiedono da tempo un doppio canale di reclutamento, che valorizzi e stabilizzi direttamente i docenti con anni di servizio (ad esempio, tre anni di servizio negli ultimi cinque), anziché costringerli a ripetere prove concorsuali.
2. Tempi e Obiettivi PNRR
Nonostante l’obiettivo del PNRR sia accelerare le assunzioni, siamo critica il meccanismo per la sua lentezza:
- Tempi Lunghi: L’organizzazione di concorsi complessi, lo svolgimento delle prove e la successiva pubblicazione delle graduatorie (prevista per Giugno 2026) rendono i tempi troppo lunghi per risolvere l’emergenza di copertura delle cattedre all’inizio dell’anno scolastico.
- Rischio Obiettivi: Secondo il sindacato, l’obiettivo di stabilizzare 70.000 docenti imposto dal PNRR rischia di non essere raggiunto o di essere perseguito con metodi ritenuti inefficienti.
3. Criticità Aggiuntive
- Pochi Posti a Disposizione: Sebbene il numero complessivo (circa 58.000) possa sembrare elevato, abbiamo dubbi sulla reale disponibilità dei posti per singola classe di concorso e regione, specialmente in quelle aree dove esistono già graduatorie concorsuali capienti.
- Problema Sostegno: Abbiamo richiesto la trasformazione di molti posti di sostegno, attualmente in organico di fatto (quindi annuali), in organico di diritto (permanenti), per dare maggiore stabilità e continuità didattica.
Alla luce di quanto esposto la percezione è che il Concorso PNRR 3 sia una misura dettata più dagli obblighi europei e finanziari che da una reale volontà di riformare il sistema di reclutamento e stabilizzare il personale scolastico con esperienza pluriennale.