Ccni Fmof, La Gilda Degli Insegnanti non firma: Chiede che i fondi confluiscano nello stipendio

La FGU-Gilda degli Insegnanti non ha sottoscritto il contratto integrativo relativo al Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa (FMOF) per l’anno scolastico 2025/2026, a seguito dell’incontro tenutosi questa mattina presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM).

Il sindacato ha espresso forte dissenso, denunciando il “perpetuarsi di una situazione desolante per i docenti, con la progressiva riduzione dei fondi a loro destinati“.

Riduzione Fondi e Conflitto Interno

Il Coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti,

Vito Carlo Castellana, ha dichiarato che le risorse del FMOF vengono utilizzate prevalentemente “a vantaggio delle posizioni organizzative, piuttosto che delle attività di insegnamento”.

Per questo motivo, la Gilda chiede in modo perentorio che i fondi del FMOF siano “fatte confluire nello

stipendio degli insegnanti“.

Al tavolo delle trattative, la FGU ha avanzato precise richieste, tra cui una

suddivisione chiara delle risorse assegnate alle scuole in base al numero di docenti, personale educativo e personale ATA. L’obiettivo è dirimere la “grave conflittualità” che si crea all’interno delle contrattazioni di Istituto sulle percentuali di distribuzione, un problema che, secondo il sindacato, non ha nulla a che fare con la valorizzazione del personale.


Risorse per i Corsi di Recupero Distolte

Un altro punto critico sollevato dalla FGU riguarda le risorse destinate ai

corsi di recupero.

“In mancanza di un vincolo di destinazione nella maggioranza delle scuole,” queste risorse “vengono distolte dall’attività di insegnamento e destinate a remunerare altre attività,” sostiene la Gilda.


Un’Azione Concreta per l’Ascolto

A conclusione, Vito Carlo Castellana ha motivato la non firma come un passo necessario: “abbiamo ritenuto opportuno non sottoscrivere il CCNI, convinti che un’azione concreta possa porre le basi per un

ascolto più partecipato da parte delle istituzioni“.

Restiamo in attesa di ulteriori sviluppi sulla questione e sulle future azioni delle istituzioni in risposta alle richieste del sindacato

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